• Pubblicato in data 25/11/2019

A Vallo della Lucania l’Assemblea Straordinaria della Banca del Cilento, di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania

Si è svolta a Vallo della Lucania l’Assemblea Straordinaria della Banca del Cilento, di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania. Due gli argomenti all’ordine del giorno: la modifica del Titolo XVI dello Statuto Sociale, ed in particolare degli articoli 52, 52 bis e 53, e la nuova determinazione del numero degli amministratori, ai sensi dell’articolo 21.1 del Regolamento elettorale e assembleare. L’Assemblea ha votato all’unanimità la riduzione del numero dei consiglieri da 12 a 8, più ovviamente il Presidente. All’assetto definitivo si arriverà per step, con una prima fase, transitoria, che vede per il momento confermati 11 consiglieri più il presidente. Poi la seconda fase, coincidente con l’approvazione del nuovo Bilancio e con il rinnovo delle cariche sociali, attesa nella primavera del 2020, quando si arriverà al numero di 8 consiglieri più il presidente. Si tratta di adempimenti richiesti dal nuovo corso bancario, che ha visto la Banca del Cilento aderire al Gruppo ICCREA. Un passaggio reso quindi necessario dai nuovi regolamenti, che non va a modificare gli equilibri e i rapporti interni tra le varie componenti della Banca del Cilento, né i rapporti operativi con i Soci e con gli utenti.

Grande la partecipazione all’Assemblea, con i Soci che sono pervenuti a Vallo della Lucania da tutte le aree di competenza della Banca del Cilento, che conta 150 dipendenti e 23 sportelli, in un territorio che abbraccia 107 Comuni (54 in provincia di Salerno, 39 in provincia di Potenza, 7 in provincia di Cosenza e 7 in provincia di Matera).

“La massiccia partecipazione all’Assemblea è una cosa stupenda -ha confermato il presidente Pasquale Silvano Lucibello- perché dimostra come la nostra gente è attaccata alla Banca del Cilento. Quello di oggi era un passaggio necessario: 8 Consiglieri, più ovviamente il Presidente, è il numero massimo possibile per questo nuovo corso del Credito Cooperativo, e ci è concesso essendo la nostra Banca una delle più grandi del gruppo.  Da un punto di vista operativo avere un consiglio più snello rende tutto più veloce: è più semplice da convocare e si lavora meglio, rispetto a quando si è di più”. Lucibello conferma anche che si tratta di una modifica che non cambia nulla nel rapporto con i Soci, gli utenti e i dipendenti. “D’altra parte -evidenzia- negli ultimi tempi è aumentato considerevolmente il tempo da dedicare alla Banca, che personalmente mi impegna praticamente 24 ore al giorno. Sono davvero tante le direttive da recepire, ed è necessario quindi aggiornarsi con continuità e dare seguito alle modifiche richieste”. Fondamentali sono quindi per tutte le componenti della Banca i corsi di formazione, proprio per affrontare nel modo migliore i cambiamenti in atto. “Noi ce la stiamo mettendo tutta -continua il presidente della Banca del Cilento- per capire al meglio quali sono le novità, per poi trasferirle ai nostri Soci e ai nostri utenti. Oggi ci sono regole molto stringenti, che impediscono operazioni che erano possibili in passato, ed il mondo bancario è cambiato completamente. Purtroppo la crisi è ancora presente -conclude Lucibello- ma noi cerchiamo di adeguarci e di sostenere allo stesso tempo la Banca e, soprattutto, il territorio”.

“Quello di oggi -ha spiegato il direttore generale Ciro Solimeno- è un atto dovuto: la riduzione del numero dei componenti del CDA rappresenta infatti un altro step dell’adeguamento progressivo rispetto ai nuovi criteri che fanno capo al Gruppo ICCREA. La finalità è quella della ricerca di una maggiore efficienza”. Per quanto riguarda l’aspetto operativo, Solimeno ha confermato che la Banca del Cilento sta vivendo un momento molto operoso, caratterizzato da tutte le incombenze che comporta l’essere diventata Banca Significat. “Abbiamo cambiato l’organo di controllo, che prima era la Banca d’Italia e ora invece è la BCE. Ci confrontiamo dunque con un modo diverso di controllare le attività bancarie, continuo e settoriale, con verticalizzazioni molto più approfondite. Noi cerchiamo di fare in modo che gli effetti restino all’interno della struttura, di non farli avvertire dalla clientela. Fino ad oggi ci stiamo riuscendo, certo è un modo molto diverso di approcciare il rischio Bancario, in tutti i sensi”. Ovviamente i cambiamenti “tecnici” del mondo bancario in atto non impediscono al direttore Solimeno e alla dirigenza della Banca del Cilento di guardare sempre con occhio attento agli aspetti legati alla crescita e allo sviluppo territoriale. “Come ho sempre detto -ha sottolineato il direttore generale- muoviamo la nostra visione da una posizione privilegiata: operiamo su diversi territori e conosciamo diversi settori, ed abbiamo anche la possibilità di fare paragoni tra alcune zone che serviamo rispetto ad altre. I territori non sono tutti omogenei da questo punto di vista, e noi cerchiamo di promuoverli tutti, anche attraverso interventi mirati. Ad esempio il Cilento è un territorio a vocazione economica stagionale, che in determinati momenti dell’anno vive una fase di euforia. Poi dobbiamo essere bravi a farci bastare i margini, nel periodo invernale e fino alla primavera”.

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