• Pubblicato in data 22/05/2020

Emergenza Coronavirus, l’analisi del Presidente Pasquale Silvano Lucibello

“L’epidemia di Covid-19 è l’evento più grave che si sia verificato dal dopoguerra a oggi, con il più profondo impatto sulle vite di tutti. La situazione è molto grave: in diversi paesi i contagi continuano ad aumentare, i sistemi sanitari sono in grande difficoltà. Moltissime persone hanno perso e perderanno il lavoro. In alcuni paesi, però, i contagi stanno diminuendo, e man mano che si placa l’emergenza, si presenta sempre più incalzante la domanda sul futuro. Le conseguenze sono inevitabili: la crisi economica, l’aumento della povertà e delle diseguaglianze sociali, l’acutizzazione delle situazioni di disagio, di emarginazione e le angosce preesistenti”. Così il presidente della Banca del Cilento di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania, Pasquale Silvano Lucibello, commenta i mesi di emergenza Coronavirus. “Quello che è successo ci deve far riflettere, la nostra vita -continua il presidente Lucibello- è cambiata. In ognuno di noi sono riemersi sentimenti del tutto assopiti. Uniti a questi valori ci sono il coraggio e la possibilità di voler superare questa pandemia. Per quanto è accaduto e per quanto, purtroppo, continua ad accadere, un grazie di cuore va ai sanitari, ai medici, agli infermieri, ai paramedici, a tutte le forze dell’ordine, alla Protezione Civile e alle varie associazioni di volontariato, come la Misericordia, la Croce Rossa e altri enti, i cui operatori hanno messo a rischio la propria vita per proteggere la salute di tutti noi. Vi sono stati molti contagi, e purtroppo decessi proprio tra questi operatori. Dobbiamo dire loro grazie, ma ringraziare solo non basta. Dobbiamo capire l’importanza e la funzione di questi operatori: ognuno di loro svolge un compito fondamentale per garantire la sicurezza, la salute e la tranquillità di tutti. Vanno rispettati ancora di più, perché svolgono compiti di cui il nostro stato non può fare a meno”.

Prima di passare all’ultimo periodo, è opportuno ricordare tutti gli interventi nel sociale che sono stati svolti dalla BCC durante l’emergenza. In questo periodo la Banca del Cilento non è venuta meno a quelli che sono i principi della solidarietà e della cooperazione. Quali sono stati questi interventi?

“La Banca del Cilento, di Sassano e Vallo della Lucania ha ben presente il legame esistente tra una Banca di prossimità ed il proprio territorio, e siamo consapevoli di quanto il territorio in 30 anni abbia dato in termini di consenso ed apprezzamento. Per cui la Banca è scesa attivamente in campo con un profondo senso di Vicinanza, Riconoscenza e senso di Responsabilità. Siamo intervenuti a sostegno di strutture sanitarie operanti in territori di nostra competenza come l’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, al quale abbiamo donato un respiratore per la rianimazione, insieme a mascherine e tute. Abbiamo fornito respiratori portatili all’Ospedale di Sapri, mentre all’Ospedale di Polla abbiamo donato 3 letti elettrici ed altri prodotti. Questo deve farci riflettere su un altro punto: bisogna smetterla con la riduzione dei costi e il taglio dei servizi, soprattutto nella sanità”.

C’è da aggiungere che la Banca del Cilento non ha mai smesso di lavorare per il territorio anche durante l’emergenza, pur rispettando quelle che erano le prescrizioni normative. È così?

“Abbiamo lavorato finché è stato possibile. Ci sono stati degli episodi sporadici che ci hanno costretto a chiudere delle filiali: nel Vallo di Diano, definita zona rossa dalla Regione Campania, abbiamo dovuto chiudere per circa una settimana le filiali di Sala Consilina, Atena Lucana e Polla. Abbiamo dovuto sospendere per tre giorni l’attività della filiale di Maratea. Dopo pochi giorni abbiamo sanificato e siamo ripartiti con personale ridotto: perché dovevamo salvaguardare la salute dei nostri dipendenti e dei nostri clienti. C’è stato un periodo nel quale non era possibile l’ingresso in filiale, oggi siamo al sessanta per cento della nostra normale operatività. Abbiamo provveduto ad attrezzare le nostre filiali con barriere e percorsi obbligati, e stiamo facendo entrare la clientela limitandone il numero: due o tre alla volta, considerando gli spazi a disposizione. Non abbiamo mai smesso di lavorare, e continuiamo a farlo cercando di interpretare le varie normative. Molto lavoro ha richiesto l’interpretazione delle normative nazionali, per assicurare liquidità alle nostre imprese e ai nostri clienti. L’impatto iniziale non è stato molto tranquillo, proprio perché le normative non erano molto chiare. Per operare e cercare di rendere possibile quella liquidità di cui tutti abbiamo bisogno, abbiamo dovuto attendere chiarimenti e modifiche, anche a distanza di tempo. Su questo punto, ad esempio, non dobbiamo mai dimenticare che vanno fatte istruttorie ordinarie, perché non è possibile assecondare il merito creditizio.”

Su quest’ultimo punto: quali sono stati gli interventi finanziari per le imprese? Parliamo prima di quelli messi a disposizione dalla BCC e poi di quelli relativi ai decreti del Governo, perché la crisi attanaglia soprattutto le PMI di cui il territorio della Banca del Cilento è pieno...

“Le PMI sono l’ossatura principale dell’economia del nostro Paese. Quando ci siamo resi conto che i decreti del Governo creavano difficoltà nell’erogazione, abbiamo messo in campo, rispettando il principio di sana e prudente gestione, alcune iniziative deliberate dal nostro CDA. Abbiamo previsto dei mutui chirografari per un importo massimo di centomila euro, per una durata di sessanta mesi, con preammortamento di sei mesi al tasso dell’1,95%, senza spese di istruttoria, ma assoggettate ad istruttoria ordinaria. Questa misura è stata riservata alle imprese. Sempre per le imprese, abbiamo deliberato un altro prodotto finanziario con un massimo erogabile di ventimila euro, durata diciotto mesi a un tasso dell’1.50% per i soci e del 2,50% per i non soci. Abbiamo poi messo a disposizione misure per i privati e per le famiglie: un’azione retail fino a trentamila euro, in sessanta mesi con un preammortamento di sedici, con un tasso dell’1.50 per i soci e 2.50 per i non soci. Abbiamo deliberato una linea di credito a scadenza fissa per le famiglie, con importi sino a diecimila euro per diciotto mesi, al 2% per i soci e al 3% per i non soci. Queste iniziative sono state molto apprezzate, alcuni nostri clienti e soci hanno scelto queste opportunità e non quelle messe a disposizione dal Governo, rendendosi conto che era un po’ più complicato accedere a un’erogazione seguendo i parametri dei decreti. Va detto che all’inizio, su questi decreti, non vi è stata molta chiarezza. Sulla misura del decreto liquidità dei venticinquemila euro, ad esempio, il massimo erogabile ammonta a venticinquemila euro, che sarebbe il 25% su un fatturato di centomila euro sul bilancio o dichiarazione dei redditi del 2018. Bene, quando si diceva che la garanzia di Mediocredito Centrale era automatica, non è proprio così: in realtà la garanzia è automatica, ma la banca deve fare un’istruttoria per vedere se l’impresa è in condizione di poter ricevere. Perché, se non si rispettano le regole del merito creditizio, la garanzia da parte dello stato può essere ritirata e il problema ricade sulla Banca. Nei casi in cui c’è stato merito creditizio, noi li abbiamo lavorati e li continuiamo a farlo. Posso dire che abbiamo ricevuto oltre seicento domande per quanto concerne questa misura, abbiamo ottenuto garanzia per circa trecento e ne abbiamo erogate, ad oggi, circa duecento. Per quanto riguarda la moratoria sui mutui, non tutti ne hanno diritto. Ci sono delle regole ben precise: si parla di mutui prima casa. Anche per gli aiuti ai professionisti, sono arrivati dei chiarimenti. Ora riusciamo a dare una mano anche ai liberi professionisti, mentre all’inizio vi è stata una grossa confusione”.

Per chiunque volesse usufruire di una di queste possibilità, gli sportelli della Banca del Cilento sono sempre a disposizione. Anche per avere una consulenza gratuita, questo è bene sottolinearlo...

“Come Banca siamo sempre disponibili a fare consulenza. Approfitto per rivolgere un invito ai commercialisti a essere ancora più vicini alle imprese, supportandole in questo particolare momento.  Da oggi è in vigore il nuovo decreto, abbiamo evidenziato i punti salienti che il nostro Governo ha messo in campo. Ho notato come siano previste provvidenze a fondo perduto, come da tempo stiamo chiedendo: se si vuole dare una mano alle piccole imprese, l’unica soluzione possibile è quella di mettere a disposizione una somma a fondo perduto. Abbiamo firmato anche due convenzioni, su richiesta dei Comuni di Vallo della Lucania e Sapri, per mettere delle somme a diposizione dei commercianti. Per il comune di Vallo la somma arriva a diecimila euro, in ventiquattro mesi a tasso dell’1%, con il corrispettivo dell’interesse pagato dal Comune. Il Comune di Sapri ha messo un budget di tremila euro per ogni piccola attività, con tassi dell’1% sempre in due anni. Sono iniziative che abbiamo supportato ben volentieri.”

Quando finirà la crisi a suo avviso?

“Questa è una risposta che nessuno, al momento, è in grado di poter dare. Non c’è certezza sull’evoluzione di questo virus. Dobbiamo però essere ottimisti: questo non significa essere faciloni e prendere tutto sottogamba. Significa, invece, pensare al futuro nostro e dei nostri figli, rispettando le regole. Certamente ritorneremo alla normalità, ma non sarà la stessa normalità di prima”.

Turismo balneare in ginocchio, cosa fare?

“Non è semplice. Sicuramente questa estate non sarà uguale a quella degli anni precedenti, ci sono diverse imprese in difficoltà. Si sente in giro che qualche struttura ha difficoltà nel riaprire, perché le regole da mettere in campo sono molto rigide, e realizzarle diventa oneroso. Sarà un bagno di sangue da questo punto di vista. Come Banca abbiamo cercato di adottare degli strumenti ad hoc: ad esempio, quel mutuo di centomila euro per le imprese è finalizzato anche alle strutture ricettive della costa, per dar loro la possibilità di coprire le spese iniziali e poter riaprire e salvare una parte dell’estate. Noi ce lo auguriamo, siamo vicini a queste imprese. Vogliamo trovare qualsiasi soluzione praticabile per tutti, che possa metterli nelle condizioni di poter respirare e di poter almeno coprire una parte delle spese. Per fare in modo che il 2021 possa poi essere l’anno della ripresa per le nostre imprese turistico-balneari”.

 

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